Città di Alessandria: tracce dal passato

La storia della città di Alessandria, nata come città militare (Alessandria: le origini della città), e le scarse vestigia di un lontano passato nel tessuto urbano, fanno si che spesso gli alessandrini stessi corrano rapidamente lungo le vie cittadine senza prestare attenzione agli edifici che incontrano.

Eppure molti autorevoli studiosi considerano Alessandria come una delle capitali del razionalismo italiano.

In effetti fu durante il ventennio fascista che in città si assistette ad una grande tensione edilizia e ad un forte riassetto urbano.

Anche la città di Alessandria venne modificata attraverso la creazione di via Dossena, un’ampia via di accesso rettilinea ad un centro storico sul quale si intervenne per eliminare un’edilizia degradata.

Piazza della Libertà

In Piazza della Libertà, imponente, si staglia il Palazzo delle Poste (edificato tra il 1939 ed il 1941) con il pregevolissimo mosaico lungo 38 metri di Gino Severini. Nato per impreziosire le linee essenziali del palazzo raffigura la storia delle telecomunicazioni.

Sempre in piazza della Libertà svetta il palazzo dell’ex Banca d’Italia antico simbolo dell’importanza economica della città.

Casa, stazione e stadio

Del 1929, invece, é lo stadio Littorio, l’attuale Stadio Moccagatta, recentemente ristrutturato da un sapiente intervento promosso dal presidente dell’Alessandria Calcio Luca Di Masi.

Se si segue un ideale percorso che conduce dallo Stadio alla Stazione Ferroviaria, anch’essa pregevole esempio di architettura razionalista nata sulle ceneri del precedente edificio ottocentesco, si incontra il complesso delle palestre, oggi meglio noto come Provveditorato, la cui torre esplicitamente rimanda agli echi del ventennio.

Non distante dalla Stazione Ferroviaria lo splendido edificio della Casa del Mutilato, che nella Sala delle Adunanze presenta un pregevole dipinto a muro di Alberto Caffassi, ma che versa purtroppo in uno stato di totale degrado e abbandono. Forse questa piccola perla architettonica meriterebbe maggiori attenzioni.

Ignazio Gardella

Ma il vero fiore all’occhiello per la città di Alessandria é rappresentata dalle opere di Ignazio Gardella.

Il celebre architetto giunse in città grazie alla famiglia Borsalino e in un fervente contesto architettonico progettò l’ospizio Divina Provvidenza e il Cimitero dei Caduti all’interno del Cimitero Monumentale.

 

Ma il suo capolavoro è senza dubbio il Poliambulatorio Tubercolare che lo consacrerà come uno dei più importanti architetti della sua generazione.

Certi di aver scordato altre pregevoli vestigia razionaliste, ma altrettanto sicuri che non esiterete a segnalarcele nei commenti, il nostro viaggio alla ricerca di un passato per molti versi poco apprezzato, termina qui.

Con la profonda speranza che quel che di bello c’è anche nella nostra città sappia essere conservato o recuperato dove merita.

 

One thought on “Città di Alessandria: tracce dal passato

  • 13 Luglio 2018 at 8:12
    Permalink

    Alessandria, considerata oggi città grigia e di poco interesse culturale. Ma potrebbe risollevarsi…mettendo in evidenza la sua storia…circuiti storici delle chiese, agli edifici di Gardella, alla Cittadella….Qualcosa ha tentato l’amministrazione Comunale con i Totem storici dei percorsi….

    Reply

Lascia un commento a questo articolo

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.