Acqui Terme: tra sacro e profano.

Tra tutte le bellezze che la provincia di Alessandria regala a turisti e non la bellissima cittadina di Acqui Terme brilla di luce propria.

Che abbia storia antichissima è risaputo; l’epoca di fondazione risale indicativamente ad un periodo compreso tra il 172 ed il 109 a.C.

La storia

Sul territorio sono state rinvenute tracce appartenenti al neolitico, ma è solo con l’insediamento dei Liguri Statielli che la storia prende forma.

Benché non si sappia molto del loro percorso, abbiamo la certezza che Carystum (il primo nome che fu dato all’insediamento) fu distrutto dai Romani nel 173 a.C.

E non è poco. Da li in avanti si assistette ad una progressiva romanizzazione del territorio e dei suoi abitanti.

Intorno alle fonti termali nacque Acquae Statiellae una città che le ricerche archeologiche ci raccontano come un vero centro monumentale fiorente da un punto di vista economico e commerciale.

Raccontare Acqui Terme è una sfida bellissima poiché la storia millenaria che pervade il territorio rende impossibile esaurire con un solo articolo l’argomento.

Cominciamo oggi un viaggio che vuole raccontare le bellezze del luogo; un viaggio che è subito cominciato coi dubbi sul dove appoggiare il nastro di partenza.

La Bollente

Alla fine abbiamo scelto di cominciare dalla Bollente considerandola come una luogo assolutamente significativo e amato da tutti.

Come in molti sanno la Bollente è una sorta di tempio ottagonale con al centro una sorgente di acqua salso-bromo-iodica che sgorga priva di artifizi umani alla rispettabile temperatura di 74 gradi e con l’incredibile portata di 560 litri al minuto.

Per la sua incredibile originalità la fontana è simbolo dell’antica storia termale del luogo; l’utilizzo medicale dell’acqua è vasto e va dalle cure articolari a quelle respiratorie.

Leggende pagane e mestieri unici

Da una sorta di rito pagano o forse un novello rituale cristiano, nasce la leggenda che un tempo i bimbi appena nati fossero immersi nell’acqua bollente.

Solo chi sopravviveva ne aveva la fibra temprata e meritava l’appellativo di “sgaiento'” conferito solo agli acquesi doc.

Solo il tempo e lo spazio ci impedisce di continuare il racconto.

Vi lasciamo alla tappa successiva che ci condurrà alla Chiesa di San Pietro vero e proprio simbolo storico della cristianità del luogo.

E per i più curiosi una prossima pillola di curiosità uscirà fra pochi giorni sull’antico mestiere del brentau

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