Quel che è stato e non è… Purtoppo.

La storia ci racconta che nel 148 a. C. fu il console romano Postumio Albino a costruire, con scopi prevalentemente militari, la via consolare che da lui stesso prese il nome e che congiungeva Genova con Aquileia. L’apertura della via Postumia fu l’elemento fondamentale che condusse alla crescita e allo sviluppo della città di Libarna che divenne un centro economico e sociale di grande importanza.

La storia

Libarna fu una splendida città romana; maestosa, ricca e fiorente. Nel I secolo d. C. raggiunse il periodo di massimo fulgore e fu eretta a colonia.

Poi le invasioni barbariche progressivamente ne decretarono il lento ed inesorabile declino fino al 452 quando venne abbandonata.

E sulla città cadde la polvere e l’oblio; per molto tempo se ne persero le tracce e quasi fu dimenticato il luogo.

Fino al 1824 quando, in occasione dei lavori per l’apertura dell’arteria viaria che collega Genova e Torino, il passato tornò timidamente alla ribalta.

A spasso nel tempo

Noi di Eccellenze sul Territorio siamo andati in visita al sito archeologico lo scorso 31 luglio con l’idea di riabbracciare un luogo che tanto contributo diede alla storia.

Nella calura opprimente di un torrido martedì siamo giunti in tarda mattinata; la visita alle rovine romane è stata bella quanto un viaggio nella storia.

Fra l’intenso frinire delle cicale e in un assordante silenzio, abbiamo cominciato la visita al Teatro.

L’impatto visivo delle rovine, costrette fra due tronchi di altrettante linee ferroviarie lascia senza fiato.

L’accesso ai ruderi è libero e camminare sugli antichi selciati calcando il palcoscenico regala emozioni profonde.

Lasciato il teatro è possibile raggiungere, poco lontano, l’anfiteatro romano la cui vista dall’alto è davvero mozzafiato.

I quartieri residenziali riportati alla luce davanti all’anfiteatro regalano sorprese inaspettate e riportano ad un passato di opulenza.

Il contesto è una scenografia naturale d’eccezione; l’esperienza appagante.

Troppo importante per non puntarci

Durante tutta la nostra visita non abbiamo potuto fare a meno di stupirci ad ogni passo, ma quel che ci ha maggiormente sorpreso e rammaricato è stata la pressoché totale assenza di turisti.

Il sito, a parte una curiosa coppia di ragazzi stranieri che si aggirava lievemente spaesata tra le rovine, era completamente deserto.

L’area archeologica riportata alla luce non è che un piccolo brandello di storia; tra l’anfiteatro ed il teatro si snoda l’ampio spazio nel quale furono ritrovate le Terme romane.

Ma lì passa la ferrovia e le Terme avvistate furono altrettanto rapidamente interrate forse in nome del progresso e della comunicazione.

Così come sottoterra ci sono ancora i resti del Foro romano e delle porte di accesso alla città oggetto di limitate ricerche nel primo decennio del ‘900 e poi mai più riportate alla luce.

E chissà cosa altro c’è ancora da scoprire; ci sembra davvero improbabile che in tutta l’area archeologica non sia emerso un solo luogo di culto.

La storia di Libarna, in un certo senso, è quasi polverosa come la terra che la nasconde.

Sacrificata in nome del progresso che doveva compiersi, spogliata dei suoi reperti più belli che per molto tempo sono finiti in “collezioni private” la città ha vissuto un colpevole oblio silenziosamente autorizzato anche da chi avrebbe potuto contribuire a riportare alla luce meravigliose testimonianze del passato.

Eppur qualcosa si muove; da qualche anno sono ripartite campagne di indagine che mirano a geolocalizzare i reperti, ma ancora non si parla di nuovi scavi.

Lodevoli sono senza dubbio le iniziative e gli eventi che vengono organizzati con l’intento di valorizzare il territorio, ma temiamo non siano sufficienti.

Concludiamo con l’auspicio che, in un futuro non troppo lontano, le autorità preposte sappiano porre in atto le strategie giuste per valorizzare un sito tanto prestigioso e che possano riprendere le attività di scavo per riportare alla luce quanto di bello è ancora nascosto.

Nel frattempo non perdetevi il sito Web dell’area e quello dell’associazione Libarna Arteventi.

 

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