Claudio Lauretta: il mio ricordo di Dino Crocco

 


Conobbi televisivamente Dino Crocco all’età di sette anni grazie ad una delle prime emittenti private che trasmettevano nella mia zona.  Sto parlando ovviamente di TELECITY (antesignana de “La Sette Gold”) quando, qualche sera alla settimana, seguivo le puntate di “Caccia al campione” oppure “Viva la gente”, tutti programmi ideati e condotti da Dino.

Visto dal me piccino come se oggi fosse Krusty il clown, mi incantava con quei suoi baffi scuri e mi faceva sbellicare dalle risa, perché era capace di far roteare gli occhi uno all’opposto dell’altro, fino a farne girare solo uno alla volta e poi scattare una foto chiudendo e aprendo l’occhio come fosse un teleobiettivo.

Poli strumentista, ricordo mio padre che mi diceva: “Speriamo che Dino faccia il suo assolo di batteria!”.

 

Voce gracchiante e bassa da gran fumatore, ricordo che mi feci comprare da Alexovit  di Novi Ligure (mitico negozio di dischi insieme a Mariposa) i 45 giri “La motoretta” e “Disgrasió”, e sfinii tutti in casa ascoltando più volte la mitica “Lupo lupo Dino, sei l’amico di ogni bambino…”

 

Che divertenti erano i suoi tormentoni: Dúma candúma; la vita lé dúa e la pagnotta lé mai sicúa”; oppure quello da teleimbonitore “Sakura l’orologio che dura”, “Questa è l’ora di Ganoraaaa!!!”.

 

Ricordo che una sera al Cinema Teatro Italia di Novi presentava “Musicorama” una sorta di Corrida e io appena adolescente ero stato invitato a fare qualche imitazione (ero visto come una sorta di bimbo prodigio, così giovane e già a saper fare il verso ai famosi), lui dietro le quinte volle sapere il mio nome e mi presentò con grande enfasi. Appena finita l’esibizione disse a mio padre: “Domani venite a casa mia a Cremolino che vi devo parlare”.

 

Ricordo che ero al settimo cielo e qualche settimana dopo per un lungo periodo mi volle come imitatore fisso nel suo programma “Dalle undici e mezza in poi con un pizzico di…” in onda dalla discoteca Lavagello su Telecity. Fu proprio Dino a farmi fare la mia prima apparizione in tv e ancora fu lui a segnalarmi alla produzione Rai “Piacere Rai Uno” condotta da Toto Cutugno e Gigi Sabani dove mi cimentai nell’imitazione del Carlino del Drive-in insieme a Giorgio Faletti. Avevo poco meno di vent’anni.

 

E ancora un sacco di serate e di feste di paese insieme in giro per la provincia.

Una sera a Masio, vicino ad Acqui Terme, scese dal palco dopo aver suonato Rosamunda con la sua mitica fisarmonica Cleopatra. Era sudatissimo,  si era dato talmente tanto che la camicia bianca era trasparente da tanto era zuppa e mi disse:

 

Vai Claudio, te li ho stancati per bene, ora staranno tutti li buoni seduti ad ascoltarti!!!

Una persona sempre allegra ed entusiasta, godeva a vedere la gente felice e divertita, mai invidioso e sempre contento del successo di chi conosceva bene, tanto che una mattina lo vidi arrivare nella mia vetreria di Tortona (la mia attività precedente a quella di comico), con telecamera al seguito, in veste di intervistatore per la sua seguitissima rubrica del tg “Tre minuti con…”  e volle far sapere a tutti che uno di noi, della nostra zona, ce l’aveva fatta a farsi notare nel mondo della tv che conta.

 

Infatti, dopo le prime apparizioni a Striscia la notizia nelle vesti di Antonio Di Pietro, fui chiamato al Maurizio Costanzo Show. Dino era orgoglioso di questo e disse di me cose bellissime tra cui ricordo in particolare la frase “i cuori ben nati vengono premiati!”.

Anni dopo andai anche ospite a Musica Insieme” al Palladium di Acqui Terme a presentare un mio CD e con lui era sempre una calorosa accoglienza.

 

Ora sono amico di suo figlio Marcello e  recentemente ho avuto il piacere di essere nuovamente intervistato da suo nipote Lorenzo, in arte Lollo deejay, che conduce su You Tube una nuova versione di “Tre minuti con…” la rubrica che fu di suo nonno  e per me è stato un po’ come ricambiare Dino della sua bontà nei miei confronti.

Di mettere in pratica quell’insegnamento da artista ad artista, che non bisogna mai montarsi la testa, che il pubblico va sempre rispettato e che bisogna sempre aiutare e dare una possibilità alle persone che, appunto, hanno…

 

…cuori ben nati.

 

                                                                    Claudio Lauretta